sabato 10 giugno 2017

Antonio, l'uomo che ha piantato 50mila alberi per salvare la foresta brasiliana


Da quarant’anni a questa parte combatte contro i latifondisti brasiliani che abbattono le foreste per fare spazio a piantagioni redditizie. La lotta di Antonio Vicente inizia a dare i primi frutti.


Oggi ha 84 anni, ma il brasiliano Antonio Vicente ha trascorso gli ultimi quattro decenni della sua vita a piantare alberi con il sogno di ricostruire il paradiso verde e lussureggiante che ricordava da bambino.
Con i suoi sforzi quello che stava diventando un terreno depauperato è tornato ad essere una giungla di flora e fauna selvatica. Tutto inizia nel 1973, quando Vicente raccoglie la sfida di ripristinare ciò che era stato raso al suolo per fare spazio a piantagioni e pascoli.
Compra 31 ettari di terreno alla periferia di San Pablo, nella regione di San Paolo del Brasile, grazie ai fondi stanziati dal governo che incentivavano i cittadini a combattere la deforestazione. Il suo obiettivo ovviamente non era quello di rilanciare l’agricoltura nazionale, ma di ricreare un bosco.
A Vicente però poco importa, lui continua per la sua strada pensando che la deforestazione sia uno dei mali della società moderna e che nessun profitto può essere comparato alla bellezza della natura.
E lui lo sa bene perché è cresciuto in una fattoria e ha assistito in prima persona al taglio degli alberi piantati da suo padre e da suo nonno.


Da hobby del fine settimana, il suo si è trasformato in un lavoro a tempo pieno. Ormai il suo terreno è una piccola giungla con oltre 50mila alberi, una sorta di santuario per la fauna selvatica. “Da quando ho iniziato a piantare alberi, l’acqua in questa zona è tornata e ora ci sono oltre 20 sorgenti. Ci sono uccelli, insetti, opossum, ma anche scoiattoli e perfino i tucani”, ha aggiunto. 
8mila ettari di foresta pluviale brasiliana sono stati distrutti tra agosto 2015 e luglio 2016, numeri allarmanti. La storia di Antonio Vicente è quella di una goccia in mezzo all’oceano, ma immaginiamo che cambiamento ci sarebbe se tutti facessimo come lui.
Fonte Greenme
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